Di seguito sono riportate alcune risposte della Ludovici Giovanni e Figli s.r.l. a domande frequenti in merito a NanoceramiX.
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Quanto costa?

Applicare due strati di pittura con NanoceramiX, rispetto a due strati della stessa pittura senza NanoceramiX, incide di circa 2 euro/mq. Non c’è nulla di comparabile nel campo degli isolanti convenzionali, non solo per i costi, ma anche per la facilità di applicazione. Il risparmio energetico, e di conseguenza quello economico, ripagherà in breve tempo della spesa!

NanoceramiX è una pittura?

No. NanoceramiX è un composto di nanosfere in ceramica, simile ad una polvere bianca di grana finissima, da aggiungere (come un additivo) ad una qualsiasi pittura per interni o esterni.

Che cos’è PicoceramiX?

Il PicoceramiX è una novità del 2014. I ricercatori americani hanno creato lo stesso prodotto, semplicemente più piccolo. In sostanza PicoceramiX (chiamato in forma abbreviata PMX) ha le stesse identiche caratteristiche del NanoceramiX (NMX) a livello di nanotecnologia e quindi di comportamento dal punto di vista termico e di anticondensa, tuttavia le nanosfere di PMX sono grandi circa 25 micron, 1/4 rispetto alla nanosfere di NMX, che sono circa 100 micron.

Quali sono i vantaggi di PicoceramiX?

Il vantaggio principale è nella finitura, in quanto spesso su pitture superlavabili o comunque con finitura particolarmente liscia con NanoceramiX è necessario dare una terza mano, perché spesso si ottiene uno strato finale rugoso e quindi indesiderato, mentre con PMX non c’è questo problema, in quanto le sfere sono molto più piccole e lasciano una superficie più liscia, o comunque senza particolari alterazioni della finitura della pittura o dello smalto a cui viene aggiunto.
Un altro vantaggio è che il prodotto è più efficiente: sono necessari 80 g per litro di pittura, contro i 100 g per litro di NMX, quindi il dosaggio è inferiore ed interferisce di meno con la quantità di resina della pittura che serve ad ancorare le nanosfere, quindi la pittura può essere diluita maggiormente, se necessario, però non superando il 45-50% (contro il 30-35% massimo di diluizione consigliata per NMX). Inoltre all’atto pratico della stesura è come se il prodotto non ci fosse, scompare e si amalgama perfettamente, quindi con PMX va benissimo anche la tinteggiatura a pennello, mentre invece utilizzando NanoceramiX si consiglia il rullo per una migliore uniformità.

PicoceramiX ha prestazioni migliori di NanoceramiX?

No. Le prestazioni sono identiche rispettando il dosaggio indicato ed applicando le consuete due mani. L’unica differenza pratica sta nella finitura.

Qual è il dosaggio giusto di NanoceramiX e PicoceramiX?

La dose ideale è 100 grammi di NanoceramiX per un litro di pittura non diluita. Mentre Il dosaggio del PicoceramiX è di 80 grammi per litro di pittura prima della diluizione. Per avere una resa finale corretta e duratura, si consiglia di usare entrambi i prodotti in abbinamento a pitture, vernici o smalti di qualità medio-alta, e con diluizioni non superiori al 30-35%. Ideale scegliere pitture che prevedano il 15-25% di diluizione.

Usando un miscelatore elettrico nell’amalgamare NanoceramiX o PicoceramiX alla pittura si rischia di rompere o compromettere le nanosfere?

No. Le nanosfere sono estremamente resistenti all’urto, e comunque presentano dimensioni tali da non risentire singolarmente del movimento impresso dal miscelatore.
Stesso discorso vale per il rivestimento termoriflettente, che è ancorato a livello molecolare con la matrice in ceramica, quindi è un tutt’uno con la nanosfera e mantiene le stesse proprietà di durezza. In realtà, al contrario, l’utilizzo del miscelatore elettrico è sempre consigliato, per ottenere una migliore emulsione e conseguente uniformità di stesura.

Quando usare PMX al posto di NMX?

NanoceramiX è ancora la soluzione più economica per gli esterni, e va bene all’interno quando non si utilizzano pitture particolarmente leggere con effetto lucido, superlavabili ecc. PicoceramiX è da prediligere in caso di smalti lucidi, vernici tipo poliuretaniche, decorativi in cui si vuole additivare la parte finale a vista, vernici per parti meccaniche in movimento o sottoposte a dilatazione, e naturalmente sulle lavabili, superlavabili per interni su cui basteranno le due mani additivate senza la terza mano di finitura senza il prodotto. Pertanto per le suddette pitture è strettamente raccomandato l’utilizzo del PicoceramiX, mentre per tutti gli altri tipi di pitture, per l’esterno e per l’interno dell’abitazione i due prodotti possono essere usati indistintamente. In definitiva, tra i due modelli si consiglia l’utilizzo del nuovo PicoceramiX se si vuole ottenere il MASSIMO risultato possibile in termini di resa termica, effetto batteriostatico e soprattutto finitura, per l’interno e per l’esterno dell’abitazione.

NanoceramiX lascia inalterata la finitura?

Le sfere sono grandi 100 micron, quindi per pitture semilavabili, traspiranti e quasi tutte le pitture per esterni generalmente non ci sono problemi, specie se passato a rullo. Al contrario, in pitture per interni lavabili, superlavabili, decorativi lisci o smalti che devono presentare una finitura liscia o lucida potrebbe invece risultare una superficie rugosa non desiderata. In tal caso il produttore americano consiglia di applicare un’altra mano di pittura o smalto (con strato max 150 micron, quindi non un prodotto a spessore) SENZA NanoceramiX all’interno, per avere la resa finale desiderata, mantenendo l’effetto termoriflettente nell’ordine del 90-95%. Si può dare anche una seconda mano senza nanosfere (la quarta in totale), mantenendo l’effetto nel range del 90%. Quindi in generale, se la finitura non piace semplicemente bisogna dare una terza mano di pittura senza prodotto. Alternativamente si può utilizzare il nuovo modello PicoceramiX, che è progettato per conservare la finitura della pittura con maggiore tolleranza.

La vernice contenente nanosfere può essere spruzzata?

Si. Ma poiché NMX e PMX hanno le fattezze di una polvere, bisogna rimuovere tutti i filtri dell’aerografo con maglia inferiore ai 150 micron, per non intasarlo (come si fa per esempio con le vernici al quarzo, anche con granulometrie della particella più grandi). Inoltre, sarebbe meglio usare un ugello spruzzatore con ampio diffusore in modo da applicare una quantità maggiore e più uniforme di vernice Nanotermica.

NanoceramiX è trasparente?

No. Le nanosfere sono bianche, quindi vanno bene per pitture o smalti di colore bianco o qualsiasi altro colore, perché si distribuiscono nella composizione e prendono il colore della pigmentazione. Non sono indicate per trattamenti con resine o impregnanti trasparenti o semitrasparenti (vedere domande seguenti).

Che tipo di pittura devo usare?

NanoceramiX può essere mescolato con qualsiasi pittura per interni ed esterni; inoltre può essere mescolato con vernici per usi speciali, come antiruggine, antivegetativi, resine, smalti ecc. per aggiungere nel trattamento un effetto isolante termoriflettente e anticondensa. NanoceramiX non può essere usato con vernici trasparenti (vedere domanda seguente), mentre può essere usato con qualsiasi vernice colorata (o bianca), e non ne intacca le proprietà chimiche, poiché le nanosfere sono chimicamente inerti. Per la maggior parte degli usi, comunque, si consiglia per una migliore resa di utilizzare per interni pitture di buona qualità di tipo semilavabile traspirante, e per esterni pitture di buona qualità di tipo silossanico.

Posso usare NanoceramiX o PicoceramiX con pitture trasparenti?

Quasi sempre non è possibile. NanoceramiX non può essere usato per pitture trasparenti o semitrasparenti (come impregnanti per il legno), perché sulla superficie trattata si noterebbe ad occhio nudo la trama di nanosfere ceramiche, che sono bianche, perciò la verniciatura non sarebbe più trasparente, ma biancastra. In casi particolari (tipo pietra a vista chiara, non lucida, tipo scaglia, o frastagliata) si può provare ad usare una resina silossanica, corposa e non con effetto bagnato, abbinata al nuovo modello PicoceramiX nelle dosi consigliate, in quanto lo stesso ha dimensioni e dosaggio inferiori rispetto al NanoceramiX, e a volte si riesce a mantenere la finitura a vista senza che le nanosfere siano percettibili.

Quanti strati di pittura devo applicare?

Per ottenere buoni risultati si raccomandano generalmente solo 2 strati di pittura con NanoceramiX (o PicoceramiX) nelle dosi consigliate. NanoceramiX è un prodotto di nanotecnologia che crea una pellicola sulla parete trattata, applicarne più di due strati significa aumentarne solo marginalmente la capacità isolante, poiché si attivano al passaggio del calore radiante solo le nanosfere più superficiali, che costituiscono la barriera termoriflettente. Invece, nella zona retrostante i termosifoni, dove si disperde esternamente una grande quantità di calore radiante, sono raccomandati 4 strati di pittura con le nanosfere.

Posso usare NanoceramiX con l’intonaco?

Si, ma l’incidenza al MQ sale in maniera eccessiva, perché dosaggio bisogna seguire le stesse proporzioni indicate per la pittura. Quindi, per esempio, per trattare un secchio da 15 litri di intonachino premiscelato pronto per l’uso, bisogna aggiungere 1,5 kg di NanoceramiX, e la resa di tale composto è nell’ordine dei 10-15 MQ (contro i 60-70 MQ di una comune pittura non a spessore), quindi il costo del trattamento con intonachino lievita e l’intervento va valutato con attenzione. Meglio, ove possibile, passare un intonachino neutro e in seguito due mani di pittura comune di buona qualità con NanoceramiX.

In definitiva, quali sono i risultati del prodotto in termini di isolamento termico durante l’anno?

Bisogna distinguere tra l’effetto invernale e quello estivo. Il prodotto è progettato per riflettere il calore radiante, che nel caso dei riscaldamenti interni (in inverno) è una quantità modesta confrontato a quello solare (in estate). Quindi l’effetto del prodotto con trattamento interno è dell’ordine di 1 o 2 gradi in più, a parità di condizione atmosferiche e di riscaldamento rispetto ad un edificio non trattato. Quindi il risultato strettamente legato alla temperatura in inverno è modesto, come analogamente modesto può essere il risultato di isolamento di un cappotto esterno di 3 cm (le progettazioni attuali prevedono cappotti di spessori almeno 10-12 cm). Invece, l’applicazione del prodotto all’esterno permette di riflettere una buona parte del calore radiante solare, che in estate è un’entità rilevante e determinate per il surriscaldamento dell’abitazione. Le rilevazioni effettuate in territorio nazionale confermano il dato di un abbattimento di temperatura interna fino a 8 gradi in meno nelle ore più calde, a parità di condizioni rispetto ad un edificio non trattato, che è un risultato eccezionale e difficilmente raggiungibile con un cappotto in EPS anche ben superiore ai 3 cm!

Devo usare NanoceramiX ogni volta che tinteggio la casa?

No. La casa produttrice americana indica che possono essere applicati due strati ulteriori di pittura comune non ceramizzata sopra il trattamento termoriflettente mantenendo le caratteristiche di termoriflessione nell’ordine del 90% in efficienza.
Ciò significa che una parete trattata inizialmente con NanoceramiX può essere tinteggiata nuovamente per altre due mani senza aggiunta di nanosfere.
Se si vuole poi tinteggiare ancora una volta (ulteriori due strati), in questo caso bisogna riutilizzare NanoceramiX, e così via, una volta sì e una volta no.
Tale discorso è valido per pitture per interni ed esterni non a spessore, mentre per pitture a spessore (con strati al di sopra dei 200-300 micron) è necessario aggiungere sempre le nanosfere per mantenere l’effetto termoriflettente.

Devo usare NanoceramiX sia per gli interni che per gli esterni?

Si! Per ottenere un buon risparmio energetico sia in inverno che in estate è consigliato un uso sia per interni che per esterni.
In ogni caso, ciascuna applicazione aumenterà l’efficienza energetica abbassando i costi, rispettivamente, del riscaldamento o della climatizzazione!
Inoltre l’applicazione interna ed esterna del prodotto aiuta a prevenire formazioni di muffa e condensa per cause interne all’abitazione (ad es. accumuli di vapore, bassa aerazione ecc.) e per cause esterne all’abitazione (vicinanza a corsi d’acqua, edificio in zona spesso soggetta a precipitazioni piovose ecc.).

Bisogna necessariamente tinteggiare tutto l’interno della casa per avere un risparmio in inverno con NanoceramiX?

No. Per avere un isolamento di base nella casa, senza voler trattare tutte le pareti interne, è possibile applicare ben quattro strati di pittura con NanoceramiX, o PicoceramiX, solo però nell’area retrostante tutti i termosifoni. In questo modo, con una spesa estremamente limitata, si va a contrastare in maniera determinante la dispersione di calore in quella zona, al fine di sfruttare al meglio tutta l’energia di riscaldamento prodotta. Naturalmente aumentare l’area di applicazione del trattamento nanotecnologico (nell’ordine di priorità: porzione di parete vicino tutti gli infissi, pareti perimetrali interne dell’abitazione, soffitti, tutte le stanze affacciate all’esterno compreso soffitto, tutti gli interni della casa) va ad aumentare l’isolamento globale dell’abitazione, e di conseguenza le percentuali di risparmio energetico invernale.

Se applico NanoceramiX dentro e fuori l’effetto termoisolante raddoppia?

No. NanoceramiX si comporta come un termoriflettente, quindi la barriera termica costituita dalle nanosfere di ceramica riflette il flusso di calore in maniera “direzionale”. Ciò significa che se si applica NanoceramiX alle pareti interne dell’abitazione, questo trattamento rifletterà il calore proveniente da fonti interne (stufe, termosifoni, pavimento radiante ecc.) e funzionerà in inverno. Se si applica NanoceramiX alle pareti esterne dell’abitazione, questo trattamento rifletterà il calore proveniente da fonti esterne (il sole) e funzionerà in estate.

Ho un’abitazione con isolamento termico adeguato, mi serve NanoceramiX?

Perlopiù all’esterno. In molti casi (ad es. prefabbricati già coibentati, moderni edifici in legno, residenze con cappotto esterno rasato ecc.) l’isolamento è in grado di fornire eccellenti prestazioni nella stagione invernale. In estate a volte tutto questo si rivela controproducente, poiché gli strati di materiale isolante, a bassa densità, potrebbero scaldarsi con facilità e a rilasciare calore all’interno della casa, per giunta poi ad ostacolare la dispersione dell’aria calda accumulata. Quindi non è detto che abitazioni che in inverno offrono il massimo del comfort e del risparmio energetico in estate facciano lo stesso, soprattutto in presenza di una progettazione eseguita superficialmente.
NanoceramiX applicato all’esterno riflette fino all’80% dei raggi del sole che gravano sulle pareti esterne, quindi riflette il calore radiante estivo prima ancora che penetri nelle pareti e nell’isolante convenzionale, evitando un feedback negativo di ristagno dell’aria riscaldata all’interno della casa. Quindi, applicare NanoceramiX all’esterno di un edificio già ben isolato, ci farà stare comunque più freschi in estate, limitando i consumi di aria condizionata! Inoltre l’applicazione delle nanosfere all’esterno di abitazioni, anche se ben isolate con sistemi convenzionali, filtra l’umidità in entrata proveniente da fattori esterni, ed aumenta la durata della pittura in quanto protegge dai raggi ultravioletti e fa evaporare con più facilità il vapore acqueo che si deposita sulla facciata.

Che tipo di pittura bisogna utilizzare per combattere al meglio la muffa interna?

Dopo aver portato la superficie della parete interna, intaccata da muffa, a condizioni di lavorabilità (rimozione di tutte le incrostazioni con eventuale carteggio, lavaggio con detergente antivegetativo, asciugatura per 24/48 ore), si consigliano due mani di pittura con composizione semilavabile traspirante di buona marca per interni, e sottofondo traspirante (se necessario). Una lavabile pura o una superlavabile non sono consigliate, in quanto poco traspiranti, e potrebbero accelerare la formazione di condensa contrastando l’effetto benefico del prodotto, ma anche una traspirante pura può favorire la formazione di muffa in quanto le goccioline di vapore potrebbero in alcuni casi fermarsi in corrispondenza delle macroporosità e creare condizioni favorevoli alla riproduzione dei batteri della muffa. Invece nella semilavabile traspirante c’è il giusto compromesso in termini di scambio di vapore acqueo e minore accumulo superficiale.
Sempre rimanendo nella tipologia semilavabile traspirante si può scegliere in abbinamento a NanoceramiX o PicoceramiX una formulazione antimuffa di tipo chimico, ad esempio la pittura ai silicati o modelli analoghi. In tal caso l’azione chimica antivegetativa si combina all’effetto termoriflettente e protettivo delle nanosfere che vengono miscelate nel trattamento.

NanoceramiX è un antimuffa?

Sì e no. NanoceramiX è stato formulato per rendere le vernici termoriflettenti, quindi si comporta in maniera sorprendente e certificata nel campo dell’isolamento termico.
Tuttavia, NanoceramiX non contiene sostanze antivegetative, e quindi non è un antimuffa convenzionale, sebbene in migliaia di casi in tutto il mondo sia stato riscontrato empiricamente che l’applicazione di NanoceramiX su una parete contrasti la formazione di muffa in maniera decisa. La spiegazione scientifica è che le nanosfere, con il loro continuo processo di termoriflessione, dissipano le goccioline di vapore acqueo nelle vicinanze della superficie trattata, evitando la formazione di condensa, che è la causa principale del proliferare di muffa e funghi.
Tale processo riesce a rendere la pittura trattata con NanoceramiX leggermente più traspirante rispetto alla composizione iniziale. Inoltre NanoceramiX aumenta la lavabilità della pittura, perché il rivestimento nanotecnologico di ogni nanosfera è idrofobo, quindi la pittura, nello strato a contatto con l’aria, assorbe in maniera sostanzialmente inferiore l’umidità. Il nuovo modello PicoceramiX presenta le stesse peculiarità del NanoceramiX rispetto al contrasto della formazione di muffa. Recentemente è stato dimostrato che le nanosfere creano una pellicola protettiva batteriostatica sulla superificie trattata, che inibisce la formazione di batteri in quanto elimina la fonte di nutrimento degli stessi, quindi non è un’azione chimica di aggressione (come nei comuni antimuffa con candeggina ecc.), bensì un’azione protettiva di prevenzione.